Mercoledì, 6 maggio, Cristiano Fini è stato confermato all’unanimità presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani nel corso della IX Assemblea elettiva dal titolo “Agricoltori custodi di territorio, custodi di futuro”, tenutasi a Roma presso l’Auditorium Antonianum.
Imprenditore vitivinicolo di Castelfranco Emilia, in provincia di Modena, Fini, 54 anni, guida l’organizzazione dal 2022. In precedenza ha ricoperto il ruolo di presidente regionale di Cia Emilia-Romagna e di presidente provinciale di Cia Modena.

Cristiano Fini: “L’agricoltura è un asset strategico per il Paese”
“Ringrazio tutti per la fiducia e accolgo questa riconferma con grande orgoglio e profonda responsabilità”, ha dichiarato Fini dopo la rielezione. “In un contesto segnato da guerre, crisi climatiche e tensioni economiche globali, l’agricoltura rappresenta un pilastro della sicurezza nazionale, della coesione sociale e del futuro dell’Italia”.
Il presidente di Cia ha ribadito la necessità di riconoscere il settore agricolo come strategico per il sistema Paese, sottolineando il valore della sovranità alimentare: “Un popolo che non può sfamarsi è un popolo ricattabile”.
Tra gli obiettivi del nuovo mandato emerge anche il rilancio delle aree rurali e il sostegno alle nuove generazioni: “Dobbiamo costruire un’Italia in cui restare in campagna sia una scelta dignitosa e concreta”.
Le priorità del secondo mandato di Cristiano Fini
Reddito agricolo e tutela delle imprese agricole
Tra i temi centrali indicati da Cia-Agricoltori Italiani c’è il rafforzamento del reddito agricolo e il riequilibrio della filiera agroalimentare, oggi fortemente penalizzante per le imprese agricole. La strategia punta a rafforzare l’aggregazione tra produttori, contrastare le pratiche sleali e valorizzare la filiera corta e il Made in Italy.
L’obiettivo è garantire una remunerazione equa agli agricoltori e rafforzare il ruolo delle aziende agricole nella catena del valore agroalimentare.
Crisi climatica, acqua e innovazione in agricoltura
Secondo Fini, la crisi climatica rappresenta una delle principali emergenze per il comparto agricolo italiano. Siccità, alluvioni, perdita di suolo fertile ed emergenza idrica stanno mettendo a rischio la produttività delle aziende agricole.
Per affrontare queste sfide, Cia rilancia la Carovana dell’Acqua e il Piano “100 Buone Opere”, con investimenti in infrastrutture idriche, irrigazione di precisione, comunità energetiche rurali e innovazione tecnologica. Centrale anche il sostegno alle NGT (New Genomic Techniques) per migliorare produttività e adattamento climatico.
Aree interne e diritto a restare
Per Cia-Agricoltori Italiani il rilancio delle aree interne passa dal “diritto a restare”, contrastando spopolamento e marginalizzazione delle zone rurali. L’azienda agricola viene indicata come un hub territoriale capace di integrare agricoltura, turismo, servizi e tutela ambientale.
Fini propone inoltre la figura del “manager del territorio”, un imprenditore agricolo capace di creare reti tra imprese, istituzioni e comunità locali. Fondamentali saranno anche investimenti in connettività digitale, sanità territoriale, formazione e incentivi per i giovani.
PAC europea e accordi commerciali
Nel suo intervento, Fini ha ribadito il ruolo centrale della Unione Europea e della Politica Agricola Comune (PAC) per il futuro dell’agricoltura italiana.
“La PAC deve restare una politica comune forte, autonoma e con risorse adeguate alle nuove sfide”, ha sottolineato il presidente di Cia. L’organizzazione si oppone a qualsiasi ipotesi di rinazionalizzazione della PAC o di inserimento in un Fondo Unico europeo.
Sul fronte degli accordi commerciali internazionali, Cia chiede reciprocità delle regole e maggiore tutela del mercato europeo contro la concorrenza sleale derivante da produzioni con standard inferiori a quelli richiesti in Europa.
Cia-Agricoltori Italiani: agricoltori custodi del territorio e del futuro
Con la conferma di Cristiano Fini alla presidenza nazionale, Cia-Agricoltori Italiani rilancia il proprio impegno a favore delle imprese agricole, della sostenibilità ambientale, della sicurezza alimentare e dello sviluppo delle aree rurali italiane.
Il nuovo mandato sarà focalizzato su redditività delle aziende agricole, innovazione, gestione delle risorse idriche, nuova PAC europea e valorizzazione del Made in Italy agroalimentare.