Milano, 23 ott. – I 60 milioni di euro stanziati dal Governo a fondo perduto per sostenere le imprese agricole alle prese con il caro gasolio rappresentano una prima risposta alle difficoltà di liquidità del settore. Cia Centro Lombardia accoglie il provvedimento, frutto anche delle sollecitazioni delle organizzazioni agricole e della mobilitazione di Cia davanti a Montecitorio, e sottolinea la necessità di proseguire con misure strutturali.
«È un passo necessario per dare respiro alle aziende agricole, messe a dura prova dall’aumento dei costi di produzione – commenta il Presidente di Cia Centro Lombardia, Amedeo Cattaneo –. La mobilitazione di Cia ha contribuito a mantenere alta l’attenzione sulle difficoltà del comparto. Ora bisogna lavorare per dare risposte durature, capaci di superare l’emergenza e restituire prospettive alle imprese».
Il decreto prevede un contributo a fondo perduto pari al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto di gasolio agricolo, nel periodo compreso tra il 1° giugno e il 15 ottobre 2026, fino a un importo massimo riconoscibile di 45 centesimi per ogni litro acquistato.
Questo significa che il contributo sarà calcolato sui costi effettivamente sostenuti dalle imprese per il carburante nel periodo indicato, applicando la percentuale prevista e rispettando il limite massimo stabilito per litro. Per finanziare la misura sono stati stanziati complessivamente 60 milioni di euro.
La novità principale è rappresentata dalla forma del sostegno: non si tratta più di un credito d’imposta da utilizzare in compensazione, ma di un contributo a fondo perduto, erogato direttamente alle imprese agricole beneficiarie.
La gestione della misura sarà affidata ad AGEA, che definirà le modalità e i termini per presentare la documentazione necessaria a dimostrare gli acquisti effettuati e procederà ai pagamenti secondo le tempistiche previste dal decreto.
«È fondamentale che i contributi arrivino rapidamente alle aziende – prosegue Cattaneo –. I costi continuano a pesare sui bilanci agricoli e le difficoltà vanno oltre le conseguenze della crisi internazionale. Per questo chiediamo di lavorare subito a un piano nazionale straordinario per l’agroalimentare, che coinvolga produzione, trasformazione e grande distribuzione organizzata. Solo attraverso un impegno condiviso sarà possibile tutelare il reddito degli agricoltori, sostenere la capacità produttiva delle imprese e garantire continuità alle filiere».
