IMG_4472Le ferie stanno volgendo al termine un po’ per tutti, ma c’è chi in questi mesi estivi ha continuato a lavorare. Le nove aziende che hanno preso parte al progetto “Nutrire la città che cambia” non si sono fermate nemmeno davanti al caldo torrido di fine Luglio e ad alcuni inconvenienti con infestanti, nemici naturali di chi pratica agricoltura seguendo il metodo biologico.

Okra, ampalaya, daikon e melanzana africana sono stati raccolti e venduti individualmente dalle singole aziende.

Nonostante il caldo torrido di un mesetto fa le colture stanno bene eccetto la melanzana africana che è stata infestata dalla Dorifora (Leptinotarsa decemlineata).

Quest’insetto, appartenente all’ordine dei coleotteri, si sviluppa esclusivamente sulle Solanaceae (patata, pomodoro, peperone e ovviamente sulla melanzana africana e non!) dove può arrivare a fare fino a tre generazioni. Il danno alle piante attaccate è causato sia dagli adulti che dalle larve che, nutrendosi delle foglie, ne riducono la capacità fotosintetica e la quantità di sostanze di riserva accumulate nei tessuti (es. amido nel caso delle patate).

Cascina Fraschina, La Forestina e Azienda agricola Anni hanno dovuto far fronte a quest’infestazione utilizzando il piretro, una sostanza prodotta a partire dalle piretrine, composti organici estratti da piante appartenenti al genere Chrysantemum. Le piretrine agiscono per contatto e per ingestione, hanno azione neurotossica e causano la paralisi dell’insetto colpito.

A causa di questi attacchi e forse, ad una scarsa adattabilità nei nostri climi, le melanzane africane hanno prodotto ortaggi di piccole dimensioni.

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