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Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) e l’Associazione bancaria italiana (Abi) hanno sottoscritto un accordo per favorire l’anticipazione dei contributi europei della Pac a partire dal 2016.

L’accordo sull’anticipazione della Pac è stato firmato a Roma dal Ministro Martina, dal Presidente di Abi Antonio Patuelli e dal Direttore di Agea Stefano Antonio Sernia e a beneficiarne saranno 300mila agricoltori italiani. Essi riceveranno l’anticipazione dei contributi, che ammonta complessivamente a più di un miliardo di euro.

Il processo di anticipazione dei contrbuti inizia con l’Agea, che siglerà accordi con le singole banche. Le banche in questione provvederanno ad anticipare agli agricoltori almeno il 70% dei pagamenti di base e del greening in esenzione. Solitamente tali erogazioni sono previste da Agea al 50% ed entro il mese di novembre. Quest’anno, invece, su richiesta dell’Italia, la Commissione ha aumentato la percentuale al 70%. Con il nuovo meccanismo gli agricoltori potranno invece ricevere in tempi molto più rapidi le risorse. La platea potenziale dei beneficiari è di oltre 300 mila aziende per più di un miliardo di euro.

Dopo la presentazione della Domanda Unica 2016, che quest’anno deve essere presentata entro il 30 giugno 2016, le aziende potranno richiedere alle banche aderenti l’anticipo previsto dall’accordo. Al fine di garantire la massima sicurezza dei pagamenti, ogni agricoltore verrà dotato di un PIN relativo al diritto di pagamento e di un OTR univoco. Questi due codici consentono un’unica erogazione presso un singolo istituto bancario; attraverso questo sistema la banca potrà verificare l’effettivo diritto al pagamento dell’agricoltore ed erogare la quota in tempo reale.

Il Ministro Martina afferma soddisfatto che: “intervenire sul fronte della liquidità aiuterà le aziende a programmare meglio le loro attività e superare alcune difficoltà che si sono presentate negli anni. Ringrazio il presidente Patuelli perché Abi, dopo l’accordo per la moratoria di 30 mesi dei debiti degli allevatori, conferma l’attenzione per un settore strategico come quello agricolo”.