La Cia sottolinea che il dato di settembre conferma la situazione “immobile” dei consumi, con le famiglie che continuano a comprare solo il necessario, in primis per la tavola. Da un lato si taglia su carne, latte, uova e vegetali, dall’altro si sceglie in base all’offerta speciale, si abbandonano i grandi brand e si abbattono gli sprechi in cucina.

L’Italia resta in deflazione e anche sulla tavola c’è calma piatta, con i prezzi degli alimentari che segnano un tasso tendenziale nullo dopo tre mesi consecutivi di flessione e i listini al dettaglio di frutta (-4,6 per cento) e verdura (-1,4 per cento) ancora in territorio negativo. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, evidenziando come settembre confermi la situazione drammatica dei consumi con le famiglie che continuano a comprare solo l’indispensabile anche per mangiare.
Solo quest’anno gli italiani hanno ulteriormente tagliato su latte e derivati (-4,8 per cento), sulla carne di maiale (-4,8 per cento), sulle uova (-2,8 per cento), sull’ortofrutta (-1,1 per cento), così come su vino (-2,8 per cento) e acqua minerale (-1,4 per cento) ricorda la Cia. Ma non sono solo le quantità a essere ridotte: dall’inizio della crisi a oggi le famiglie hanno cambiato radicalmente abitudini e modi di fare la spesa al supermercato. Pur di risparmiare, infatti, il 53 per cento gira più esercizi commerciali dove compra in base a sconti, promozioni e offerte speciali; il 42 per cento privilegia i cosiddetti “formati convenienza”; il 32 per cento abbandona i grandi brand per le marche più economiche e i prodotti di primo prezzo e il 24 per cento ricomincia a fare cucina di recupero, evitando sprechi e avanzi in cucina.