Sentenza Corte di Giustizia lascia libertà a Stati membri di decidere ed esenta tecniche “con lunga tradizione di sicurezza”


Roma, 26 lug – E’ sbagliato paragonare le nuove tecniche di mutagenesi agli Ogm e, di conseguenza, assoggettarle agli obblighi previsti dalla direttiva comunitaria in materia. Così la Cia-Agricoltori Italiani interviene nel dibattito aperto dalla sentenza della Corte di Giustizia europea.


Le nuove opportunità offerte dalla ricerca vegetale sono straordinarie spiega Cia. L’innovazione biotecnologica dovrà basarsi sulle moderne tecniche della cisgenetica e soprattutto del genome editing, che permettono di superare la questione degli Ogm e di rilanciare la ricerca anche sulle varietà, cultivar e razze minori, valorizzando la biodiversità e la tipicità.


Parlare solo di Ogm continua Cia vuol dire continuare a concentrare l’attenzione su una tecnologia sempre più datata, sottovalutando le nuove tecniche innovative per un’agricoltura più sostenibile dal punto di vista ambientale e della sicurezza alimentare. Per questo è importante sostenere ed estendere la sperimentazione su larga scala, coinvolgendo agricoltori, mondo della ricerca e università.


Una strada da intraprendere subito, considerato che la stessa sentenza della Corte di Giustizia Ue esenta dalla direttiva Ogm quelle pratiche di mutagenesi già sperimentate nel tempo, e quindi considerate sicure, e lascia discrezionalità agli Stati membri di poter scegliere se considerare le nuove tecniche di mutagenesi come Organismi geneticamente modificati.