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Fauna selvatica: Cia chiede modifiche urgenti alla Legge 157/92 nel prossimo collegato agricolo

Categoria 3· News Cia

28 Mar

Fini (Cia): “Servono misure concrete per fermare i danni e tutelare le imprese agricole”

Inserire nel prossimo collegato agricolo interventi urgenti e strutturali alla Legge 157/92 per affrontare con efficacia il problema della fauna selvatica. È questa la richiesta rinnovata dal presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che ribadisce la necessità di misure concrete a tutela delle aziende agricole sempre più colpite da una presenza incontrollata di animali selvatici, in particolare ungulati.

Cinghiali

“Da anni – sottolinea Fini – chiediamo modifiche puntuali e ormai non più rinviabili, fondamentali per ristabilire un equilibrio tra la salvaguardia ambientale e la sostenibilità economica delle imprese del settore primario”.

Le richieste avanzate dalla Confederazione si concentrano su tre punti chiave:

Monitoraggio sistematico della fauna selvatica, con raccolta e aggiornamento costante dei dati sulle specie in esubero, per consentire interventi mirati e scientificamente fondati;

Distinzione netta tra gestione faunistica e attività venatoria, chiarendo che il contenimento delle specie non può essere assimilato alla caccia sportiva, ma va riconosciuto come attività di tutela per il settore agricolo;

Risarcimento completo dei danni subiti dagli agricoltori, garantendo ristori adeguati e tempestivi in base al principio di responsabilità, a fronte di perdite economiche rilevanti causate dagli animali selvatici.

“Queste misure – aggiunge Fini – sono indispensabili per garantire alle aziende agricole un contesto più sicuro e sostenibile. I danni provocati da una popolazione di oltre 2 milioni di cinghiali non sono più tollerabili, né economicamente né socialmente. Le imprese devono essere messe in condizione di lavorare e produrre senza dover fronteggiare ogni giorno l’emergenza della fauna incontrollata”.

Cia-Agricoltori Italiani riconosce l’impegno del Governo nel rivedere una legge che risale al 1992, ma sollecita un passo avanti decisivo. “Il collegato agricolo oggi in discussione – conclude Fini – è un’occasione concreta per dotare il settore agricolo di strumenti normativi e finanziari strutturali, capaci di affrontare con efficacia una problematica che riguarda l’intero territorio nazionale, comprese le aree rurali della nostra provincia”.

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