Governo intervenga su Decreto flussi migratori, servono più adeguate politiche del lavoro nei campi


Roma, 9 apr – Ancora prima che inizi la stagione estiva è già allarme nelle campagne italiane per carenza di manodopera straniera. La raccolta stagionale è in bilico, fa sapere Cia-Agricoltori Italianiche in questi giorni sta riscontrando numerosi problemi da parte delle aziende agricole nel reperire risorse da impiegare nelle aree rurali. Preoccupano i ritardi nell’emanazione del Decreto flussi migratori e si teme un’escalation delle difficoltà visto che non è previsto un incremento di lavoratori stranieri sopra la quota dei quasi 40 mila del 2018.


Chiediamo al Governo di intervenire quanto prima dichiara Cristiano Fini, della giunta nazionale di CiaAgricoltori Italiani e presidente Cia Emilia-Romagna.- E’ necessario un atto di responsabilità da parte delle istituzioni per andare incontro alle esigenze delle imprese agricole la cui sostenibilità economica è già ampiamente destabilizzata da prezzi bassi di derrate alimentari e materie prime”.


Per Cia-Agricoltori Italiani sarà, dunque, complicato affrontare l’imminente periodo di raccolta. Sono rarissimi i casi di cittadini italiani impiegati come braccianti nei campi e nelle aree rurali il progressivo invecchiamento della popolazione e netta diminuzione di giovani, mette le imprese agricole nelle condizioni di ricercare sempre più manodopera straniera.


“Inoltre, conclude Fini il fabbisogno delle aziende agricole è limitato a poche giornate e determinati periodi dell’anno. Vanno, quindi, messe in campo politiche per una maggiore flessibilità del lavoro e sottoscritti accordi con agenzie interinali fortemente radicate sul territorio, in grado di avviare percorsi virtuosi anche nelle aree rurali”.