Quote latteLa Cia-Confederazione italiana agricoltori commenta le notizie provenienti dall’Ue circa il deferimento dell’Italia in tema di multe latte

“Temiamo che ancora una volta i cittadini italiani onesti e gli agricoltori saranno chiamati a coprire i danni di un gruppo di furbetti.” Ecco la dura posizione della Confederazione Italiana Agricoltori in merito alla decisione della Commissione europea di deferire l’Italia alla Corte di Giustizia per la mancata riscossione di questi anni delle multe generate dal superamento delle quote tra il 1995 e il 2009.

Ad oggi l’incapacità dell’Italia sostiene la Cia ad assicurare il recupero effettivo di queste multe, oltre a compromettere gli sforzi europei per stabilizzare il mercato dei prodotti lattieri, ha provocato distorsioni di concorrenza tra i produttori che, con estrema difficoltà, hanno rispettato le direttive e coloro che, in barba al danno al sistema Italia, non hanno rispettato le quote latte.

Nel corso di quest’ultimo decennio spiega la Cia il nostro territorio ha registrato una lenta ma costante riduzione di aziende che producono latte. Una conseguenza, certamente, della congiuntura che ha duramente colpito il settore agricolo ma anche delle difficoltà che molti imprenditori hanno dovuto affrontare per rispettare le regole imposte da Bruxelles.

In alcuni casi rileva la Cia le aziende hanno pagato le multe, a volte chiedendo anche dei prestiti in banca che stanno ancora pagando; in altri casi invece i finanziamenti sono stati chiesti per comperare quote. Uno scenario che, tra l’altro, si chiude dal 31 marzo 2015. Ora, il Governo deve gestire al meglio la partita relativa all’anno 2014, che è tutt’altro che chiarita. Una situazione che se non affrontata ragionevolmente potrebbe diventare un altro grande problema per gli allevatori. Ricordiamo, peraltro, che il problema non è solo relegato al mondo agricolo. Il mancato recupero delle multe, corrisponderà a un onere che tutti i cittadini, indistintamente, saranno chiamati a pagare.

Ferisce conclude la Cia vedere che chi ha creduto e ancora crede in questo settore venga penalizzato a scapito dei soliti malfattori. Questo non dovrà accadere: gli onesti non devono pagare il conto di chi ha sistematicamente ignorato le regole. Auspichiamo ancora una soluzione definitiva con urgenza, e questo anche in considerazione del fatto che nel corso degli anni è stata data l’opportunità ai produttori di sanare la posizione anche con rateizzazioni. Bisogna dimostrare all’Europa che il nostro Governo non ha paura di punire chi non rispetta le regole e continua a vivere e a farsi beffa dei tanti cittadini onesti”.