mucche in direzione stallaIl presidente nazionale della Cia, Dino Scanavino: “Non si confondano le idee ai produttori, paventando un ipotetico e surreale nuovo sistema di quote! Bisogna invece creare un sistema che superi regole basate su vincoli e sanzioni e puntare sull’autoregolamentazione del mondo produttivo”.

A seguito di una riunione a Milano del Comitato di prodotto latte, il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Dino Scanavino ribadisce la necessità di gestire l’ultimo anno di applicazione del “regime delle quote” con flessibilità, garantendo una transizione morbida al nuovo sistema. E’ importante, per esempio, come richiesto da molti Paesi, poter quest’anno “rimodulare la valutazione del titolo di grasso” o ridurre in modo significativo l’eventuale “super prelievo”.

La Cia ,sostiene Scanavino, valuta positivamente il superamento definitivo del sistema delle quote a partire dal prossimo aprile. Si tratta di una richiesta che da anni la Confederazione aveva sostenuto. Ora occorre prendere atto di questa realtà e delle nuove opportunità: non si confondano le idee ai produttori, paventando un ipotetico e surreale nuovo sistema di quote!

Operiamo, invece, per definire insieme una visione strategica condivisa che ci faccia passare da un sistema basato su vincoli e sanzioni ad uno fondato sull’autoregolamentazione del mondo produttivo. Per questo è fondamentale applicare tempestivamente in Italia tutte le misure del “pacchetto latte” e dell’intera regolamentazione comunitaria per favorire, prima di tutto, l’aggregazione dell’offerta. Dobbiamo puntare alla formazione di OP, forti, governate dagli allevatori, impegnate possibilmente anche nella trasformazione, oltre che nella commercializzazione del prodotto, privilegiando la forma cooperativa.

Occorre, inoltre ,continua il presidente della Cia, un impegno di tutte le componenti della filiera per la creazione di un organismo interprofessionale in grado di operare per la coesione strategica, la regolazione del settore e la promozione del prodotto italiano.

L’Italia deve puntare soprattutto sulla sua gamma di formaggi a denominazione di origine, con prodotti di assoluta eccellenza ed alta reputazione internazionale. Attraverso una oculata e coraggiosa programmazione si deve consolidare la presenza sui mercati tradizionali e accrescerla su quelli in espansione, rispondendo all’aumento della domanda mondiale, ma senza tralasciare l’azione promozionale sul mercato interno.

In tutto questo ,conclude Dino Scanavino, è fondamentale il ruolo dei Consorzi di tutela della denominazione. Perciò, la Cia ribadisce la necessità di superare al più presto le difficoltà e le contraddizioni del Consorzio del Parmigiano Reggiano, con un nuovo progetto ed un rinnovato gruppo dirigente, affinché questa struttura torni a rivestire pienamente il suo ruolo di riferimento per tutto il comparto.