Immaginare e costruire un futuro che sappia  tutelare, riqualificare e valorizzare i territori, i paesaggi, l’agricoltura contadina, il trasporto pubblico e le strade esistenti.


Con la delibera del 28 febbraio il CIPE ha dato il via libera alla Vigevano-Malpensa.

A soli tre giorni dalle elezioni Politiche e Regionali le forze politiche di maggioranza di Regione Lombardia e del Governo Centrale, svendono il territorio per i propri interessi elettorali.

Una scelta esclusivamente politica di cui prendiamo atto. Una scelta scellerata perché se e quando arriveranno a concretizzarne l’effettiva realizzazione, quell’infrastruttura modificherà per sempre la morfologia e l’aspetto di questo territorio. Una scelta di cui ricorderemo per sempre nomi, cognomi e appartenenza di chi l’ha determinata.

Ci spiace per chi si era illuso che i rappresentanti politici e delle istituzioni locali, regionali e nazionali avessero finalmente compreso l’assurdità di questo progetto. Le responsabilità bipartisan di questa decisione, ora, sono sotto gli occhi di tutti.

Non bastano le preoccupazioni sollevate dall’Unione europea a Regione e Ministero chiedendo interventi strutturali per ridurre l’inquinamento atmosferico. Non sono evidentemente abbastanza le migliaia di firme contrarie, le manifestazioni, i presidi. A nessuna istituzione competente interessa concretamente risolvere i problemi di migliaia di pendolari della Milano Mortara abbandonati a loro stessi tra soppressioni, ritardi cronici, mezzi fatiscenti e inadeguati. Non è evidentemente poi così redditizio in termini di voti stimolare rispetto e tutela di un territorio dal paesaggio unico.

Un’infrastruttura inutile, sovradimensionata che non risolve nessuno dei problemi di mobilità, di rilancio economico, di ammodernamento che questo territorio necessita e richiede. Serve offrire ricette semplici, ammalianti, apparentemente risolutive che invece peggioreranno le nostre vite.

Non resteremo a guardare. E’ venuto il momento di rilanciare la mobilitazione in modo più determinato di quanto non si sia fatto in questi anni.

Per questo abbiamo convocato questo primo momento di incontro, per confrontarci con tutti quelli che vorranno opporsi a questa inutile opera e per immaginare e costruire un’alternativa possibile e migliore ad asfalto e cemento.


Abbiamo invitato realtà anche di altre città perché la difesa dei territori riguarda tutte e tutti, non come abitanti di un comune o di un altro, ma come cittadini di questa regione, di questa Italia devastata dal cemento e da politiche scellerate  non in grado di proporre un diverso modello di futuro.

Consapevoli che le risorse economiche pubbliche debbano essere utilizzate per riqualificare le strade esistenti, per potenziare il servizio pubblico, per realizzare reti di piste ciclabili di interconnessione tra i comuni, per politiche virtuose, intelligenti, per un welfare moderno, per superare la crisi economica e sociale crescente.



Intervengono


- Sindaco di Cassinetta di Lugagnano, Michele Bona

- Sindaco di Albairate, Giovanni Pioltini

- Comitati No tangenziale

- Renata Lovati (Cascina Isola Maria), Paolo Bielli (Cascina Visconta)

- Agricoltori del territorio – Organizzazioni professionali agricole

- Pendolari  Resistenti, Riqualificare la  Milano-Mortara fermare la Tangenziale

- Comitato No Tav Brescia – Verona

- No Tav, Val Susa

- Difendiamo Piazza D’Armi – Milano

- Christian Novak– Urbanista, Docente al Politecnico di Milano