cioccolato_1 Quando pensiamo al cioccolato la prima trilogia che ci viene in mente è: fondente, al latte e bianco.

 

 

 

 

 

Addentrandosi nel mondo del cacao esiste però un’altra tripartizione, più importante di quella appena citata, perché permette ai mastri cioccolatai di regalarci sfumature di sapore indimenticabili.

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La pianta da cui tutto parte si chiama Theobroma cacao, letteralmente cibo degli dei, e ha trovato tre modi nel mondo per esprimere tutto il suo potenziale, vi presento la mia trilogia preferita: Criollo, Trinitario e Forastero. Tre nomi che identificano tre espressioni della pianta, presentati qui in ordine di aroma e potenza di sapore.

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Non è quindi cioccolato tutto ciò che è in barra, la maggior parte delle industrie produttrici usano il Forastero, povero in burro di cacao, che però è il custode dell’aroma. Il migliore è il Criollo che raggiunge addirittura il 45% di parte grassa in ogni fava, che assorbe i nutrienti dal terreno e li sviluppa, parlare del cioccolato è come parlare del caffè, esiste un aroma standard a cui siamo abituati, ma si può assaporare molto di più a seconda della fermentazione e tostatura, della zona di provenienza, e, se siete appassionati come me, vi consiglio di scavare a fondo. Il cioccolato, come il vino, cambia a seconda del terreno in cui cresce e conserva i sapori della sua terra, anche se lo state degustando nella vostra casa, a migliaia di chilometri di distanza.

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Ultimamente anche nei supermercati gli scaffali riservati al cioccolato si stanno allargando, perdete due minuti a leggere l’etichetta, per esempio il commercio equo produce ottimi cioccolati e indica spesso quale tipo di cacao usa, dedicando delle edizioni speciali a cru selezionate, se trovate una barra di cioccolato fatto con cacao blanco de Criollo peruviano non esitate, compratelo subito