I vertici della Confederazione rilevano le criticità delle azioni adottate finora in Ue, come dimostra il blocco al regime di ammasso privato per i formaggi, dopo lo stop agli aiuti all’ortofrutta. Bisogna stanziare risorse aggiuntive, utilizzando anche fondi non agricoli; predisporre un piano per aprire mercati aggiuntivi a quello russo; avviare una moratoria dei mutui e il rinvio delle scadenze contributive.

Le azioni attivate dall’Ue per far fronte agli effetti dell’embargo russo sui prodotti agroalimentari non sono sufficienti. Anzi, si stanno rivelando inefficaci. La Commissione europea, infatti, ha sospeso anche il regime di ammasso privato per i formaggi, dopo aver bloccato la partita ortofrutta, sempre a causa della richiesta sproporzionata di sostegno da parte di alcuni Stati membri. E’ chiaro, quindi, che serve un nuovo intervento, tempestivo, equo e risolutivo, da parte di Bruxelles e del governo italiano, per scongiurare il collasso delle aziende agricole in difficoltà. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, spiegando che la propria Direzione nazionale ha approvato uno specifico ordine del giorno per sollecitare misure “ad hoc” a sostegno delle imprese coinvolte.

Considerato che l’embargo russo sta generando una grave perdita economica e di accesso al mercato di centinaia di milioni di euro per le produzioni ortofrutticole, lattiero-casearie e zootecniche, la Direzione nazionale della Cia chiede al ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, anche nella sua qualità di presidente di turno dei ministri agricoli Ue, di “intervenire con la Commissione europea per stanziare risorse aggiuntive” per far fronte all’emergenza, tanto più che “il blocco delle importazioni dalla Russia non si configura come una crisi di mercato o un surplus produttivo, ma è la conseguenza di scelte di politica estera” che non possono essere affrontate soltanto con gli strumenti messi a disposizione dalla Pac. Le risorse ulteriori dovranno servire “sia a compensare le perdite e i danni subiti dal settore agroalimentare, sia per avviare una straordinaria attività di promozione sui nuovi mercati delle nostre produzioni”.

In più, la Direzione nazionale della Cia chiede al ministro Martina di “predisporre un’adeguata iniziativa di ristoro nei confronti di tutte le aziende impegnate finanziariamente con le banche e con il fisco, con l’obiettivo di favorire una moratoria sui mutui e la sospensione del pagamento dei contributi dei dipendenti e dei lavoratori autonomi agricoli”.