Presentati gli spaghettoni della solidarietà prodotti dalle Cooperative di Libera Terra

Don Luigi Ciotti avvisa. “L’agroalimentare è uno dei principali business delle Mafie. Gli italiani lo ignorano ma ogni sera aggiungono un posto a tavola per il boss. Con questa pasta della solidarietà prodotta sulle terre confiscate alla criminalità diamo da mangiare alla speranza del Mezzogiorno”. Cinzia Pagni – vicepresidente di Cia – “Il nostro sostegno a Libera è il segno dell’impegno di Cia per sconfiggere le agromafie, il caporalato e dare un senso etico all’agricoltura”

 “L’agroalimentare è uno dei principali appetiti delle Mafie. Gli italiani lo ignorano, ma rischiano di invitare a cena tutte le sere il boss”. E’ la denuncia durissima di Don Luigi Ciotti il fondatore di Libera Terra che ha presentato oggi nella sede della Cia – Confederazione italiana agricoltori – la pasta “Venti Liberi” che celebra i venti anni di attività di Libera, i venti anni dalla liberazione delle prime terre dalla Mafia. Il lancio di questi spaghettoni prodotti con i grani autoctoni di Calabria, Sicilia e Puglia coltivate dai ragazzi delle cooperative che lavorano le terre confiscate alla Mafia coincide con il Pasta Day che si celebra domenica 25 in tutto il mondo. Portare in tavola Venti Liberi significa dare al Pasta Day non solo un senso ludico, ma un sapore etico. Venti Liberi non si compra, si adotta. Per averla bisogna fare una donazione, ordinarla via internet o partecipare il 14 e 15 novembre alla manifestazione per i venti anni di Libera Terra che si terrà in tutte le piazze d’Italia con il sostegno della Cia. “Per la verità – ha aggiunto Cinzia Pagni vicepresidente vicario di Cia – c’è un’altra occasione. Il 29 ottobre la Cia tiene in Expo la sua assemblea nazionale. Con noi ci sarà anche Don Citti a rinsaldare quell’alleanza che da sempre esiste tra la Confederazione Italiana Agricoltori e Libera. Come Cia abbiamo acquistato 4 mila pacchi di Venti Liberi e li distribuiremo in Expo per far apprezzare il valore etico e il sapore della legalità a chi partecipa alla nostra assemblea. Che è anche l’occasione per rilanciare un’offensiva di legalità in campo agricolo e per sostenere il Sud. Con noi – ha continuato Cinzia Pagni – ci saranno i governatori di Calabria (Olivero) di Basilicata (Pittella) e di Puglia (Emiliano) oltre al ministro dell’agricoltura Maurizio Martina per dire no alla Mafia, no al caporalato, no allo sfruttamento e sì alla buona agricoltura per il rilancio del Mezzogiorno. E quello che da sempre – ha concluso Cinzia Pagni – facciamo con Libera ed quello che abbiamo portato all’interno del progetto Qualità del lavoro contro il caporalato e lo sfruttamento”.

Gli spaghettoni Venti Liberi sono una sintesi di tutto questo.  Un pacco da un chilo di questa pasta assolutamente biologica ottenuta da grani antichi e autoctoni, in larga parte calabresi, è ceduto al prezzo 8 euro che saranno devoluti in parte al sostegno delle cooperative che operano sui terreni confiscati alla criminalità, in parte al sostegno di un progetto di aiuto agli agricoltori del beneventano colpiti dall’alluvione ai quali in contemporanea il presidente di Cia, Dino Scanavino, ha portato la solidarietà concreta della Confederazione Italiana Agricoltori. “Ha fatto benissimo – ha commentato Don Ciotti – Dino Scanavino ad andare là: l’agricoltura è la sola risposta di dignità che si può dare a quelle popolazioni. Noi siamo qui a Roma a parlare di Libera, ma idealmente siamo tutti a Benevento. E la nostra pasta è un aiuto concreto a quegli agricoltori”. Don Ciotti ha poi insistito sul valore simbolico di Venti Liberi che porta nelle case degli italiani il sapore della legalità. “E’ sorprendente come non ci si renda conto che le Mafie stanno investendo nell’agroalimentare. Per loro è un business reale. Contrastarlo significa mettere in campo la dignità agricola e dare sostegno alle cooperative. E’ quello che ha fatto e continua a fare in tutti questi anni la Cia e io ringrazio gli agricoltori della Confederazione non solo per il sostegno, ma per l’adesione convinta la nostro progetto che è partito venti anni fa con quella raccolta di firme da cui poi si generò la legge sui beni confiscati alle Mafie. Con la pasta Venti liberi – ha aggiunto Don Ciotti – con la pasta vogliamo sollecitare di nuovo l’attenzione di tutti sulla necessità di operare per portare scuola, lavoro nelle terre sfregiate dalla criminalità.  C’è nei giovani tanta voglia di fare, tanto desiderio di tornare alla terra perché la terra è madre e nutrice. Noi con Libera sosteniamo questo desiderio, ma devo insistere perché sui beni confiscati alle Mafie si faccia di più. Ci sono anche le imprese da rilanciare e salvaguardare, ci sono le cooperative da sostenere e qualificare e c’è bisogno che l’Agenzia che si occupa dei beni confiscati sia messa in condizione di operare. Con il sostegno di Cia chiediamo attenzione su tutto questo”. Ed è così che con Venti Liberi il Pasta Day diventa anche lo Speranza Day.